Portopalo di Capopassero


L’economia di Portopalo è basata essenzialmente sulla pesca e sulla fiorente attività del suo mercato ittico. Nella piazza principale del paese la chiesa di San Gaetano, patrono della città, costruita intorno al 1812.

Sulla costa tracce di silos ed antichi impianti portuali. Una necropoli del III secolo a.C. è stata recentemente scoperta in contrada Manniri. Di fronte alla costa è l’Isola di capo Passero, alla quale, con la bassa marea, si può anche arrivare a piedi. Ospita un faro ed una torre seicentesca costruita dopo che la fortezze voluta nel XVI secolo da Carlo V per difendere la costa dalle scorribande dei pirati fu distrutta nel 1526 dai Turchi. L’isola è inserita tra le tredici località siciliane che la Società Botanica Italiana considera di interesse per l’eccezionalità della vegetazione.

Fonte APT Siracusa

Lentini


Come capitò ad altri centri della Sicilia sudorientale dopo il disastroso terremoto del 9 ed 11 gennaio 1693, gli abitanti della antica Leontinoi, rasa al suolo dal sisma, ricostruirono la città nella valle di San Mauro, sulle ultime propaggini dei monti Iblei. Il centro storico di Lentini, così, risulta di aspetto settecentesco. In piazza Dante, la chiesa della Santissima Trinità e San Mareiano col monastero delle Clarisse. Nelle vicinanze la chiesa della Fontana, che prende il nome da un’acquasantiera romanica decorata con figure allegoriche. Nella chiesa Madre, dedicata a Sant’Alfio patrono della città insieme ai fratelli Filadelfo e Cirino l’ipogeo del III secolo d.C. con quelle che si ritengono le spoglie dei tre martiri.

Il Biviere di Lentini
Creato nel 1300 con lo sbarramento a valle del torrente Trigona, il biviere di Lentini, che nei periodi di piena ricopre circa 12 chilometri quadrati d’estensione, è il più vasto lago artificiale della zona della piana di Catania, caratterizzata da questo particolare tipo di palude causato dall’apporto non regolare dei torrenti. Oggetto di una serie di interventi di bonifica tra le due guerre mondiali, oggi il Biviere è una zona umida che rappresenta da una parte un serbatoio idrico a servizio del polo petrolchimico e dall’altra una risorsa naturale da valorizzare ai fini turistico-naturalistici. In corso interventi in questo senso, che puntano anche al ripopolamento faunistico di un’area che insieme ad altre zone umide della provincia di Siracusa (le saline di Priolo, la riserva del Ciane a Siracusa) è di passaggio per gli uccelli migratori nelle loro rotte dall’Europa all’Africa.

Fonte APT Siracusa

Carlentini


Fondata nel 1551 su un colle che domina la piana di Catania, Carlentini fu concepita dal vicerè spagnolo Giovanni de Vega come rifugio per gli abitanti dell’antica Lentini sottoposti in quegli anni alle incursioni dei turchi ma anche decimati alla malaria causata dalla vicinanza del Biviere. Deve il suo nome all’imperatore Carlo V e alla sua filiazione da Lentini. Come molte altre città della Val di Noto, anche Carlentini fu quasi completamente distrutta dal terremoto del 1693. Conserva, tuttavia, la pianta a scacchiera tipica degli antichi borghi siciliani di fondazione signorile, comune in altri centri della provincia di Siracusa (Floridia, Solarino, Priolo) organizzata sull’asse longitudinale di via Cavour e piazza Diaz. Lo sviluppo urbanistico degli ultimi anni ha portato il paese ad allargarsi sino a fondersi con Lentini. Inconsueto il campanile della chiesa Madre, dedicata all’Immacolata, ricostruita pochi anni dopo il terremoto del 1693, alto 34 metri.

Gli scavi archeologici

Il più antico insediamento greco occupava il colle San Mauro, ma l’espansione urbanistica di Leontinoi, una sub colonia che ben presto assurse a potenza locale, portò la città a occupare la valle di San Mauro ed anche il colle di Metapiccola. L’agorà della città greca fondata da Toukles era nella parte settentrionale della valle, solcata dal torrente Sant’Eligio, che aveva il nome di Lixos. Oggi l’antica Leontinoi è racchiusa in un parco archeologico di notevoli dimensioni. Nell’area del parco ricadono la cinta muraria dell’acropoli e un’altra nella parte più bassa, con la porta meridionale, detta Siracusana. Sulla Metapiccola gli scavi hanno riportato alla luce anche i resti di un villaggio preistorico identificato con l’antica Xouthia. Poco distante, sul colle Castellaccio, le vestigia di una fortificazione di epoca sveva.

Fonte APT Siracusa

Sortino


Sui monti Iblei, Sortino, insieme a Melilli, è noto per la produzione artigianale del miele, le cui doti organolettiche erano già cantate da Teocrito e Virgilio. Il toponimo, probabilmente, fa riferimento alle vicende dell’antica Pantalica. Sortino, così, potrebbe essere la città degli “sciuti” (gli usciti), cioè degli abitanti di Pantalica costretti ad andare via al tempo dei bizantini e poi con la conquista araba intorno alla metà del 700. Le prime tracce ufficiali del casale di Sortino risalgono però al periodo angioino, quando divenne feudo. L’antica Sortino era costruita nella valle del fiume Ciccio. Oltre cinquemila abitanti vivevano in abitazioni scavate nelle rocce, un po’ come i “sassi” di Matera. La città però fu distrutta dal terremoto del 1693 rifondata più in alto, sulla collina del Cugno del Rizzo.
Nella Sortino ricostruita nel Settecento, quello che domina è lo stile barocco. La chiesa di San Francesco, costruita nel 1737, conserva al suo interno una pregevole custodia del Santissimo Sacramento in legno. la Chiesa di Santa Sofia, dedicata alla patrona della città, fu ricostruita all’inizio del Settecento su una chiesa del XV secolo. La chiesa del Purgatorio, ultimata nel 1784, presenta una caratteristica cupola ottagonale. La chiesa dell’Annunziata (1739) è caratterizzata all’interno da vivaci elementi decorativi. Spettacolare è il piazzale lastricato di ciottoli bianchi e neri davanti alla Chiesa Madre, dedicata a San Giovanni Evangelista. Adiacente alla chiesa di Sant’Antonio Abate è il Collegio di Maria, fondato nel 1761. Alla fine del Seicento, invece, risale la chiesa di San Pietro. E’ stata ultimata all’inizio del XVIII secolo la chiesa di San Sebastiano. Già esistente nel XVI secolo e ricostruita nel XVII il Monastero di Montevergine che nel suo complesso comprende anche la chiesa della Natività di Maria.

Fonte APT Siracusa

Cassaro


Il più piccolo comune della provincia di Siracusa è anche la capitale dell’olio. Cassaro è costruito sulla collina sul piano di Santo Stefano, nel cuore della valle dell’Anapo, in una zona già abitata anticamente da popolazioni sicule. Ma notizie certe sulla storia di Cassaro (toponimo pure presente in altre zone della Sicilia) si hanno soltanto dal periodo della dominazione araba. Infatti il nome del centro deriverebbe dall’arabo “Qasr”, cioè castello. In zona gli arabi costruirono pure Buccheri e Buscemi. Cassaro subì danni gravissimi dal sisma del 1693. Venne ricostruito lontano dall’antico castello arabo. La chiesa madre, rasa al suolo dal terremoto fu riedificata sullo stesso sito, ma fu rovinata da una serie di opere di restauro nel 1938. La chiesa di Sant’Antonio abate, ultimata nel 1760, presenta un portale fiancheggiato da due colonne binate.

Fonte APT Siracusa

Ferla


Ferla deve il suo nome ad una pianta che cresce rigogliosa nella alta valle dell’Anapo: la ferula. Ricostruita dopo il devastante terremoto del 1693 in un sito un po’ più a Nord dell’antico bordo medievale raso al suolo dal sisma, oggi Ferla presenta un impianto urbano a croce. La vita del paese è concentrata su corso Vittorio Emanuele dove si affacciano le chiese di marcata impronta barocca del paese.
La chiesa più grande di Ferla è San Sebastiano, la cui facciata è caratterizzata da un variegato gruppo scultoreo che raffigura il martirio del santo. La facciata, realizzata tra il 1734 e il 1741, è opera dell’architetto Michelangelo Di Giacomo. Oltre alla chiesa Madre, dedicata a San Giacomo, risalente al 1714 su una chiesa preesistente, all’incrocio con via Braida il sagrato della chiesa di Sant’Antonio, la cui facciata si caratterizza per le influenze barocche dell’architetto Rosario Gagliardi. L’edificio però è in precarie condizioni: presenta una pianta a croce greca e una cupola ottagonale. La chiesa di Santa Maria del Gesù, già esistente nel XV secolo, conserva una scultura marmorea della Madonna col Bambino della scuola di Antonello Gagini e un crocefisso in legno del Seicento di Giovanni Pintorno.

Fonte APT Siracusa

Marzamemi


Sul mare, quattro chilometri da Pachino, sorge Marzamemi, borgo marinaio costruito su un promontorio. Sul finire dell’Ottocento è stato realizzato un piccolo porto, costruito intorno alla vecchia tonnara, vera grande risorsa della zona ed alla seicentesca casa padronale dei Principi di Villadorata, ai quali la tonnara apparteneva. La suggestione del borgo marinaro, coi suoi scorci caratteristici sul mare, ne ha fatto un set cinematografico permanente. A tre chilometri da Marzamemi le grotte Corruggi e Calafarina, abitate sin dai tempi del neolitico. Sul tratto di costa a Sud verso Portopalo il pantano di Morghella, che si pensa possa avere ospitato l’antica città di Ichana, sino al IV secolo a.C.: testimonianze della presenza di questo centro una serie di camerette funerarie tipiche della cultura iblea ed enormi conci che, forse, costituivano parte delle costruzioni della città.

Archivio APT Siracusa

Siracusa


Gli anni di governo del tiranno Dionisio I, a partire dal 405, vedono per Siracusa un radicale riassetto urbanistico, con la designazione del nuovo quartiere di Neapolis quale zona monumentale della città. Istituito fra il 1952 e il 1955, il parco archeologico comprende la maggior parte delle antichità greco-romane che Siracusa ha secolarmente conservato.

Nella parte sud del parco ritroviamo l’Anfiteatro Romano, risalente circa al I secolo d.C. (inferiore per dimensioni solo al Colosseo e all’Arena di Verona), e il colossale altare sacrificale dell’ara di Ierone II.

Percorrendo ed oltrepassando viale Paradiso, ritroviamo l’antico Teatro Greco e la Latomia del Paradiso. All’interno di questa enorme cava dalla quale venne estratta la roccia calcarea per la costruzione di Siracusa, ritroviamo la celebre grotta denominata da Caravaggio, dopo che l’ebbe visitata nel 1608: l’Orecchio di Dionisio.

A est dell’area archeologica, ritroviamo l’antico quartiere di Tyche, originariamente creato come zona residenziale destinata a far fronte all’incremento demografico registrato nel V secolo a.C.

Nella zona centrale, sorge la piazza con la chiesa di Santa Lucia. Di origine bizantina e ricostruita dai Normanni e riedificata dopo il terremoto del 1693, questo luogo fu teatro del martirio della patrona, nel 303.

Nelle immediate vicinanze troviamo la monumentale costruzione di forma conica completata nel 1994: il santuario della Madonna delle Lacrime.

Tra i più ricchi d’Italia, il Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi è una struttura anch’essa moderna che si sviluppa su tre piani, uno dei quali dedicato alle visite. Il settore A è dedicato alla preistoria ed alla protostoria ed il settore B alla Colonizzazione Greca, all’interno troviamo conservata tra gli altri la Venere Anadiomène, copia romana di un originale greco riportata alla luce nel 1804.

Nelle vicinanze del museo si troviamo il Museo del Papiro ed i resti della chiesa di San Giovanni Evangelista con le catacombe, la cui estensione è seconda solo a quelle di Roma.

L’isola di Ortigia è il centro storico di Siracusa, dove domina il barocco, tra strette vie ed incantevoli scorci sul mare. Una volta entrati ci si trova davanti il più antico tempio siracusano quello di Apollo, costruito dai Greci nei primi decenni del VI sec. a. C. nel corso dei secoli fu convertito in chiesa paleocristiana, poi in moschea, divenendo caserma all’epoca di Carlo V.
Da visitare: il Duomo, il cui prospetto barocco nasconde al suo interno le colonne del tempio dedicato ad Atena, sintesi dell’intreccio tra cultura pagana e cristiana.
Proseguendo sulla fiancata sud del Duomo, troviamo il palazzo Arcivescovile, complesso monumentale che si articola in due cortili con una galleria di raccordo fiancheggiata da colonne.

Santa Lucia alla Badia con ricche decorazioni da intaglio e di Santa Maria della Concezione, palazzo Mergulese-Montalto e gli edifici nobiliari di via della Maestranza. Nel duecentesco palazzo Bellomo è allestita la Galleria Regionale, con dipinti e sculture dal Medioevo all’età moderna: le perle della collezione sono l ‘ Annunciazione di Antonello da Messina e il Seppellimento di Santa Lucia di Caravaggio.

Il belvedere che domina il porto è uno dei luoghi più suggestivi di Ortigia, qui si trova la Fonte Aretusa, che ricorda il mito di Artemide, portato dal Peloponneso a Siracusa dai coloni Greci.

I monti Iblei del siracusano


Una passeggiata sugli Iblei è il modo migliore per cogliere la vera essenza di una Sicilia, che ha visto fin dalla preistoria la presenza dell’uomo. All’interno delle cave, ricche di acqua, ritroviamo testimonianze importanti di civiltà preistoriche e protostoriche che vi hanno trovato rifugio.

Castelluccio
Pantalica

Gli iblei non sono solo passato ma raccontano una storia recente, fatta di comunità che esprimono la loro identità nello svolgersi della vita quotidiana, nei riti e nelle feste religiose in un ambiente ancora a misura d’uomo. Un incantevole luogo dove passato e presente convivono nel lento alternarsi delle stagioni.

Palazzolo
Buccheri
Buscemi
Cassaro
Ferla
Sortino

Il paesaggio caratterizzato da muri a secco e “ficu pala” (fichi d’india) alterna querce secolari, ulivi e maestosi alberi di carrubo a piccole e grandi comunità montane dove la vita rimane legata alla pastorizia ed al lavoro contadino e dove i sapori sono ancora legati alle vecchie tradizioni.

Cava Grande
Val D’Anapo

Trascorrere qualche giorno su queste colline, (mesi consigliati sono: Aprile, Maggio, Settembre, Ottobre, Novembre), vuol dire ritrovare il calore e la genuinità della gente, il gusto delle cose fatte con amore e pazienza, i prodotti tipici e genuini, feste patronali e dei sapori di Sicilia.
Con o senza una guida è divertente seguire o “perdersi” tra le antiche mulattiere che spesso portano ad un fiume o ad un villaggio rupestre; ci si può fermare a pranzare presso antiche masserie per scoprire come si fa della buona ricotta, il formaggio o rubare i segreti della cucina mediterranea. Il buon vino regna ovunque servito nelle classiche brocche in ceramica.

Le spiagge del siracusano


Sono molte le spiagge e le calette che si incontrano percorrendo la strada statale che da Siracusa conduce a Portopalo di Capo Passero il punto più a sud d’Europa. Alcune di esse attrezzate con strutture balneari, altre incontaminate lontane dalla massa. Piccoli agglomerati si affacciano sul mare dando vita a contrade dove è possibile affittare, case e ville, da una settimana all’intera stagione a pochi metri dal mare e godersi la comodità di costruire la propria vacanza.
Le lunghe giornate estive permettono di godere a pieno di tutti gli appuntamenti che la Sicilia offre, il giorno in spiaggia a godersi il sole, il pomeriggio in escursione alla scoperta di luoghi e tradizioni e la sera…..un barbecue rilassati nel proprio giardino, magari in compagnia di nuovi amici o a cena in uno dei tanti ristoranti presenti sulla costa.

Fontane Bianche
C.da Gallina
Marina di Avola
C.da Cicirata
C.da Balata
Noto Marina
Cala delle Sirene
Cala Mosche
La riserva di Vendicari
S. Lorenzo
Marzamemi
Portopalo di Capo Passero
L’isola delle Correnti.